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Don Giovanni

Don Giovanni

opera
Don Giovanni
(Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni)
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
                                      
Dramma giocoso in due atti
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Prima rappresentazione assoluta: Praga, Nationaltheater, 29 ottobre 1787
Edizione: Luck's Music Library-Michigan





Direttore d'orchestra Gianluca Martinenghi
Regia Vittorio Sgarbi
Maestro del Coro Tiziana Carlini
Scene Alberto Andreis
Costumi Artemio Cabassi
Regista collaboratore Cinzia Gangarella


Personaggi Interpreti
Don Giovanni Markus Werba
Donna Anna Elena Rossi
Don Ottavio Giulio Pelligra
Donna Elvira Daphne Tian Hui
Il commendatore Romano Dal Zovo
Leporello Erwin Schrott
Masetto Emanuele Cordaro
Zerlina  Miriam Artiaco (15/04)
Francesca Franci (17-19/04)


Soggetto


Argomento

Atto primo

Quadro primo - Giardino. Notte.

Leporello, servitore di Don Giovanni, attende il padrone che, entrato nel palazzo del Commendatore per sedurne la figlia Donna Anna, ne esce inseguito dalla giovane (Introduzione: "Notte e giorno faticar"). Donna Anna, sposa promessa a Don Ottavio, è infatti riuscita a resistere alle avances del misterioso seduttore e cerca ora di scoprire la sua identità.
Richiamato dalle grida della figlia, sopraggiunge il Commendatore che Don Giovanni affronta e ferisce mortalmente. Leporello e il padrone fuggono, cosicché quando Donna Anna, allontanatasi in cerca di aiuto, ricompare accompagnata dal fidanzato e da alcuni servitori, altri non trova che il corpo esanime del genitore. La giovane esorta Don Ottavio a vendicare la morte del padre (Duetto: "Fuggi, crudele, fuggi").

Quadro secondo - Strada. Notte.

Don Giovanni e Leporello, in cerca di nuove avventure, si imbattono in Donna Elvira la quale, sedotta e abbandonata da Don Giovanni, lo sta cercando per vendicarsi (Aria: "Ah chi mi dice mai"). Non appena il libertino riconosce nella giovane una precedente conquista, si allontana, delegando a Leporello il compito di spiegare a Donna Elvira la ragione della sua improvvisa scomparsa. Il servitore legge allora alla donna la lista delle conquiste del suo padrone (Aria: "Madamina, il catalogo è questo"). Donna Elvira parte, decisa a punire l'amante. Zerlina e Masetto festeggiano con un gruppo di contadini il loro imminente matrimonio (Coro:
"Giovinette che fate all'amore"). Don Giovanni, sopraggiunto in compagnia di Leporello, corteggia la futura sposa e invita tutti i presenti al suo castello, dove egli condurrà personalmente Zerlina. Masetto, allontanato da Leporello, lascia intendere di avere ben compreso il raggiro e di essere pronto a punire Zerlina (Aria: "Ho capito, signor sì"). Rimasto solo con la giovane, Don Giovanni tenta di sedurla con galanti promesse
(Duetto: "Là ci darem la mano"), ma l'improvviso arrivo di Donna Elvira, che denuncia il traditore e si apparta con Zerlina, gli impedisce di condurre a termine il suo proposito (Aria: "Ah fuggi il traditor").
Sopraggiungono, nel frattempo, Donna Anna e Don Ottavio i quali - non riconoscendo Don Giovanni come l'assassino del Commendatore - chiedono la sua collaborazione per punire il colpevole. Al nuovo apparire di Donna Elvira, che denuncia i misfatti dell'amante traditore (Quartetto: "Non ti fidar, o misera"), Don Giovanni si allontana, ma - da alcune parole che egli pronuncia - Donna Anna riconosce in lui il seduttore e l'uccisore del padre e chiede a Don Ottavio di vendicare senza indugio l'oltraggio subìto
(Aria: "Or sai chi l'onore"). Il giovane giura, a sua volta, di voler esaudire la volontà dell'amata (Aria: "Dalla sua pace"). Don Giovanni, nel frattempo, dirige i preparativi per la festa, durante la quale potrà possedere la bella Zerlina (Aria: "Fin ch'han dal vino").

Quadro terzo - Giardino con due porte chiuse a chiave per di fuori. Due nicchie.

Masetto rimprovera a Zerlina di averlo tradito, ma la giovane placa il fidanzato, assicurandogli che la sua virtù non è stata offesa dal galante cavaliere (Aria: "Batti, batti, o bel Masetto"). Masetto, tuttavia, all'arrivo di Don Giovanni, si cela in una nicchia, da dove assiste al corteggiamento di Zerlina ma il libertino - accortosi della sua presenza - lo invita alla festa in compagnia della fidanzata (Finale: "Presto presto pria ch'ei venga"). Don Ottavio, Donna Anna e Donna Elvira in maschera giungono, nel frattempo, in cerca di Don Giovanni: questi, non avendoli riconosciuti, li invita alla festa.

Quadro quarto - Sala illuminata e preparata per una gran festa di ballo.

Durante la festa, Don Giovanni tenta di sedurre Zerlina, ma il suo piano è sventato dal sopraggiungere di Donna Anna, Don Ottavio e Donna Elvira. Don Giovanni, dopo avere invano incolpato Leporello, si dilegua, minacciando tutti i presenti.


Atto secondo

Quadro primo - Strada.

Leporello è deciso ad abbandonare il padrone, ma questi lo convince a restare al suo servizio e a scambiarsi con lui d'abito per poter sedurre la cameriera di Donna Elvira (Duetto: "Eh via, buffone"). Quando Donna Elvira appare alla finestra, Don Giovanni, nascosto dietro alle spalle di Leporello, le dichiara il proprio pentimento e la giovane - fidando nelle sue parole - si allontana con il servitore, certa di seguire l'amato
(Terzetto: "Ah taci, ingiusto core"), che può così dedicare una serenata alla cameriera di Donna Elvira (Canzonetta: "Deh vieni alla finestra"), ma l'improvviso sopraggiungere di Masetto - accompagnato da alcuni contadini armati e intenzionati a uccidere il seduttore - lo obbliga a desistere anche da questa nuova conquista. Il giovane, riconoscendo in Don Giovanni il servo Leporello, gli domanda notizie del padrone. Don Giovanni, approfittando del travestimento, allontana i contadini e, rimasto solo con Masetto, lo bastona (Aria: "Metà di voi qua vadano").
Zerlina, giunta in soccorso del fidanzato, rimprovera Masetto della sua gelosia, poi gli rivolge amorevoli attenzioni (Aria: "Vedrai, carino").

Quadro secondo - Camera terrena oscura in casa di Donna Anna.

Donna Anna e Don Ottavio, Zerlina e Masetto hanno scoperto l'inganno ordito ai danni di Donna Elvira e il travestimento di Leporello (Sestetto:
"Sola sola in buio loco") il quale riesce, a stento, a sottrarsi al giusto castigo (Aria: "Ah pietà, signori miei"). Don Ottavio, certo ormai della colpevolezza di Don Giovanni, decide di rivolgersi alle autorità per vendicare i torti subiti (Aria: "Il mio tesoro intanto"), mentre Donna Elvira non riesce a nascondere un sentimento di pietà per l'anima di Don Giovanni (Aria: "Mi tradì quell'alma ingrata").

Quadro terzo - Loco chiuso in forma di sepolcreto. Diverse statue
equestri: statua del Commendatore.


Don Giovanni incontra Leporello, al quale narra una sua nuova impresa amorosa. Alle oscure minacce pronunciate dalla statua del Commendatore - che ne conserva le spoglie al suo interno - il cavaliere risponde invitandolo a cena nel suo palazzo (Duetto: "O statua gentilissima").

Quadro quarto - Camera tetra.

Don Ottavio conferma a Donna Anna che presto Don Giovanni sarà punito dalla legge e invita l'amata ad accettare ormai la proposta nuziale. Ma la fanciulla, provata dagli ultimi avvenimenti lo prega di pazientare, pur rassicurandolo sul sentimento d'amore che prova per lui (Aria: "Non mi dir, bell'idol mio").

Quadro quinto - Sala. Una mensa preparata per mangiare.

Mentre Don Giovanni banchetta allegramente - nonostante l'apparizione di Donna Elvira, che lo vuole far pentire dei suoi misfatti - sopraggiunge la statua del Commendatore (Finale: "Già la mensa è preparata"). Leporello si rifugia sotto il tavolo, mentre Don Giovanni affronta la terribile apparizione e, dopo avere rifiutato le proposte di pentimento, viene fatto sprofondare negli inferi. A tutti i presenti - sopraggiunti per arrestare il cavaliere - Leporello narra la morte del padrone. Un coro finale inneggia alla ritrovata serenità.
teatro