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Nabucco

Nabucco

opera

Nabucco
Musica di Giuseppe Verdi
 

Dramma lirico in quattro parti.  Libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi.

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842

Illustrazioni: Rafal Olbinski


Giovedì 3 ottobre ore 21.00 Turno A
Sabato 5 ottobre ore 21.00 Turno B
Lunedì 7 ottobre ore 21.00 Turno C
 



Direttore d'Orchestra

Daniel Oren (03/10 - 05/10) - Francesco Rosa (07/10)

Regia e luci

Renzo Giacchieri

 Maestro del Coro

Marco Faelli

Scene

Flavio Arbetti

Costumi

Teatro dell'Opera di Roma

Artista video

Jean Baptiste Warluzel
Regista collaboratrice Barbara Staffolani


Personaggi


Interpreti
 
 
Nabucodonosor Ionut Pascu (3.10 - 5.10), Christopher Robertson (7.10)  
Ismaele Domenico Menini  
Zaccaria Carlo Colombara  
Abigaille Maria Guleghina  
Fenena Eufemia Tufano  
Il gran sacerdote di Belo Carlo Striuli  
Abdallo Francesco Pittari (3.10 - 5.10), Nicola Pamio (7.10)  
 Anna Francesca Paola Natale  
Orchestra Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi  
Coro Coro del Teatro dell'Opera di Salerno  
     
  Nuovo allestimento del Teatro "Giuseppe Verdi" di Salerno  

 

Soggetto

Terza opera verdiana Nabucco è l'opera con cui Verdi entra nella storia, riscuotendo fin dalla prima rappresentazione un successo enorme. In pochi anni fu data non solo in tutti i teatri italiani, ma in Europa e all?estero. Fu composta in un momento molto drammatico della vita del musicista, dopo aver perduto la moglie e i due figli e per di più sulla scia dell'amarezza provocata dalla caduta del precedente lavoro Un giorno di regno. Evidentemente la forza della giovinezza prese il sopravvento consentendo a Verdi di darci un'opera caratterizzata dalla "forza" e da una nuova energia sonora. Lavoro essenzialmente corale in cui protagonisti sono i popoli, da una parte gli Assiri oppressori dall'altra gli Ebrei ridotti in schiavitù, non dà grande spazio alle vicende individuali di personaggi che presentano già tuttavia nei momenti migliori alcuni tratti psicologici che Verdi approfondirà in futuro:l'amore paterno di Nabucco per Fenena innamorata del nemico ebreo Ismaele, la gelosia della furiosa schiava Abigaille, l'eroina negativa destinata alla morte non prima del pentimento, convenzionalmente dotata di una vocalità impervia e virtuosistica. Ma in primo piano, anziché l'amore, è il dramma della lotta e della contrapposizione dei popoli e delle fedi e soprattutto quel pianto degli Ebrei oppressi in cui si prefigurano le sofferenze e le aspirazioni dello stesso popolo italiano in un periodo drammatico della sua storia qual è quello risorgimentale. Di lì a pochi anni sarebbero esplosi i moti del '48 e certa musica verdiana sarebbe assurta a emblema del sentimento patriottico. Il libretto era inoltre piaciuto a Verdi in quanto lo riportava alle amate letture bibliche. La struttura  è basata su situazioni,  articolata in quattro parti, ciascuna con il suo titolo, presentando quattro quadri statici più che lo sviluppo di un'azione svolta in senso psicologico. Tra i pregi dell'opera vanno elencati l'organicità, il senso dell?assieme e il grande equilibrio formale, come si deduce dallo stretto legame tra alcuni grandi temi per lo più  corali su cui il musicista costruì l'opera e la Sinfonia, che figurano per dirla con Mila come "i colori principali di questo vasto affresco", una sonorità accresciuta ed energica rispetto allo stile prevalente del tempo (percussioni ed ottoni dominano in tutta l'opera), la qualità della melodia ampia e declamatoria, in particolare delle voci gravi maschili, il basso Zaccaria e il baritono Nabucco, i tanti momenti toccanti, tra cui, oltre il famoso coro degli Ebrei in schiavitù, la situazione finale del secondo atto dove l'orchestra, perdendo la sua terribilità asseconda in un commosso adagio l'umanità sofferente di Nabucco padre, prostrato dopo essere stato colpito dal fulmine divino, che invoca la figlia in una melodia singhiozzante facendoci presentire il Verdi futuro, maestro nello scandagliare l'animo umano. 

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