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Opera

Tosca

Tosca

Martedì 21 maggio ore 21.00 Turno A Sabato 25 maggio ore 18.00 Turno C Mercoledì 29 maggio ore 19.00 Turno B

Opera centrale della triade di successo in cui rientrano Bohème (1896) e Madama Butterfly (1904), Tosca si distingue, rispetto al lirismo della prima e alla dimensione esotica e statica della seconda, per il ritmo narrativo incalzante e concitato, l'ambientazione storica, lo svolgimento rapido dell'azione concentrata nell'arco di tempo di una giornata, ponendosi per alcuni aspetti in linea con il verismo: il realismo, la presenza di alcune scene violente e anche truci come il tentato stupro da parte di Scarpia, l'uccisione di questo per mano di Tosca, la fucilazione di Cavaradossi. Tratta dal dramma francese di Sardou, Tosca del 1887, andò in scena al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900. Proprio a Roma è ambientata la vicenda che si svolge nel giugno del 1800 nel periodo immediatamente precedente la battaglia di Marengo, quando i Borboni erano momentaneamente riusciti ad abbattere il governo repubblicano instaurato da Napoleone, insediandosi a Palazzo Farnese. Celebri monumenti della città eterna costituiscono l'ambientazione scenografica dei tre rispettivi atti: la Chiesa di S. Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant'Angelo, sul cui sfondo si svolge la drammatica vicenda di Tosca, celebre cantante che, vittima della sua gelosia, conduce alla cattura del suo amato Cavaradossi seguace di ideali giacobini. Il tema libertario si intreccia con quello erotico che rimane tuttavia in primo piano colorandosi dei toni perversi del sadismo nel personaggio antagonistico di Scarpia, per la cui voce baritonale Puccini scrive la prima grande parte per una voce bassa maschile. Egli è il vero motore del dramma, così com'è preannunciato dai celebri tre accordi a piena orchestra che aprono l'opera cogliendo in maniera semplice la ferocia del personaggio. Il successo intramontabile dell?opera è legata ai momenti di grande teatro che essa racchiude, basti citare la grandiosa scena di insieme conclusiva del primo atto che con grande efficacia drammatica sovrappone alla cerimonia religiosa il perverso e subdolo piano di Scarpia. Musicalmente è un'opera che va verso la modernità per il suo andamento fratto, per il modo di cantare che rompe la stroficità e la rotondità melodica, pur salvaguardando ampi momenti di espansione lirica come i celeberrimi brani "Vissi d'arte" di Tosca o "E lucean le stelle" del tenore, il cui tema dell'amore sensuale ritorna a conclusione dell'opera.

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