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06/11/2010

L'opera al Verdi La discografica all'esordio nella lirica del suo pupillo. "Matteo, dopo il debutto inizia ora la dura scalata". Caterina Caselli: a settembre pubblicherò il primo cd

Il Mattino, 11/06/2010

Caterina Caselli e Matteo Macchioni, il pupillo di casa Sugar -la casa discografica di tanti affermati artisti che fa capo all’ex "caschetto d'oro" della musica - si sono incontrati in platea prima della terza replica dell’Elisir d'amore di Donizetti. C'è scappato un casto, affettuoso bacio, sotto l'occhio tenero e protettivo di papà Giuliano Macchioni. Un minuto dopo è sopraggiunto («Non potevo mancare») il maestro Daniel Oren con il suo inseparabile cagnolino. In un caldo da ghibli la Caselli ha raccontato il suo interesse per Matteo: «L'incontro è nato attraverso mia madre Giuseppina. Io vivo a Milano da anni, ma lei mantiene molto i rapporti con la cittadina. E poi il caso ha voluto che mi ricordassi di una compagna delle scuole medie, Ornella Macchioni. Mia madre e poi Matteo mi hanno detto che è una parente. Ma al di là di questo, avevo sentito parlare da più d'una persona e da addetti ai lavori della voce di questo ragazzo. L'ho seguito e ora iniziamo la scalata. È la grande occasione della sua vita: la tenacia, lo studio, l'umiltà e una voce con un timbro molto chiaro e naturale sono le sue migliori credenziali per il mondo della canzone, della musica, dello spettacolo tout court». È molto bella la Caselli, quando solleva gli occhiali scuri lo è ancora di più. Mostra una trasparenza di sguardi e un'armonia nella voce e tutti rimangono incantati. Per una cantante che «nessuno poteva giudicare», è prodiga di giudizi e di consigli per Matteo e li esprime apertis verbis, soprattutto ammiccando ai molti giovani presenti in platea: «Matteo ha una grande propensione allo studio ed è molto umile; dice spesso che ha timore e rispetto a chiamare colleghi quanti hanno anni, esperienza e successi alle spalle. Lui si sente all'inizio, non si azzarda e fa bene». C’è attesa per l'uscita del primo cd, prodotto dalla Sugar. «Bisogna saper aspettare e dosare, forse a settembre - annuncia la discografica - Il fatto è che c'è un percorso da attraversare senza bruciare le tappe; bisogna studiare e stanare l'unicità della personalità e dell'interpretazione vocale di Matteo. È importante però aver trovato la sua vocazione. Ci sarà d'aiuto Tricarico e non solo; tra gli altri Gino Pacifico, per quanto riguarda il pop. Per la lirica e le arie da interpretare ci saranno preziosi ancora i suggerimenti del maestro Oren: la sua grandezza professionale e la sua passionalità sono sotto gli occhi del mondo, ma a me preme sottolineare la sua attenzione nei confronti dei giovani. Questa cura e ricerca va oltre la direzione di un amante dell'opera; il senso di ciò, credo, sia di richiamare l'attenzione dei più giovani nei confronti di una tradizione che è un tra le bandiere dell'Italia nel mondo». L'abbraccio con cui Oren-il gigante stritola il suo Matteo Nemorino è una certezza, più che un buon augurio. Un insegnamento per tutti però è stato il richiamo allo studio e all'abnegazione nei confronti della musica o degli strumenti con cui esercitarsi e la tenacia e la calma con cui affrontare le vicende della vita «un po' come saper orientare le vele a favore di vento senza oscillazioni, senza strafare, senza fretta». A raggiungere il trio d'assi arriva Alberto "Belcore" Gazara, mentre Ambrogio "Dulcamara" Maestri e Aleksandra "Adina" Kurzak sono al trucco e Francesca Paola Natale, Giannetta, fa capolino da un palco. «Qualche anno fa - confessa Gazara, molto soddisfatto del successo tributato all'opera rivisitata da Michele Mirabella - a Sassuolo, cittadina natia di Matteo e della Caselli, ho ricevuto un premio alla carriera. Sul palco salì, osannato e giustamente, un ragazzino che i circoli della lirica avevano voluto a cantare. Dopo la sua esibizione andai dal padre Giuliano e dissi che ero rimasto molto colpito dalla sua voce. Era il suo battesimo e guarda caso ci siamo ritrovati sul palco di questo meraviglioso Teatro Verdi per il suo primo volo». Intanto il Massimo cittadino registra un altro esaurito e una notevole presenza di giovanissimi.

Marcello Napoli

il Mattino, sezione Salerno, pag. 4211/06/2010 (www.ilmattino.it)

 


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