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22/04/2011

I Carmina Burana il 30 aprile al Teatro Verdi di Salerno

Positano news, 22/04/2011

I Carmina Burana il 30 aprile al Teatro Verdi di SalernoMedioevo selvaggio e appiattito su se stesso? Pregiudizio ormai cancellato da studi di lungo corso e da un ritrovamento che all’epoca fece scalpore: quello dell’abbazia di Benediktbeuern che restituì le opere note come Carmina Burana. La vitalità di quei versi, un inno alla gioia dei sensi, all’ironia, all’insofferenza dei vincoli prende corpo nelle musiche di Carl Orff che Ariel Zuckermann dirigerà il 30 aprile alle 21 presso il Teatro Verdi di Salerno. Saranno di scena il soprano Mina Yamazaky, il controtenore Matthias Rexroth, il basso Dietrich Henschel; Luigi Petrozziello e Silvana Noschese dirigeranno rispettivamente il Coro degli adulti e quello delle voci bianche. Numerose le formazioni orchestrali in cui Zuckermann ha dimostrato il suo valore: tra queste la Bavarian State Orchestra, la Sinfonieorchester Basel, la Luzerner Sinfonieorchester, la Israel Philharmonic Orchestra, la KBS Radio Orchestra Seoul, e la Belgrade e Bremen Philharmonic Orchestras. Ha inoltre  debuttato con la Wdr Symphony Orchestra, la Bamberger Symphoniker, la Essen Philharmonic, l’Hong Kong Sinfonietta e la  Arthur Rubinstein Philharmonic Lod. Attribuire ai Carmina Burana un sentimento “rivoluzionario” dell’esistenza sarebbe un controsenso: non si può pretendere di proiettare la sensibilità dei tempi odierni su epoche molto distanti. È ormai accertato come i clerici vagantes protagonisti delle composizioni non mirassero a un sovvertimento del sistema, ma tendessero essenzialmente a esprimere il disagio di non sentirsi del tutto integrati in un ordine di valori con cui non potevano fare a meno di confrontarsi. Ciò non toglie che l’ansia di vivere e la gioiosa irriverenza di cui sono capaci costituisca un motivo di fascino anche per un pubblico che non brilli per sensibilità. Nell’ardita operazione che Orff volle compiere e che alcuni critici continuano a percepire come un’insolenza, il passato assume nuova linfa nella contaminazione con il presente. Ed ecco che ci si lascia trascinare dal ritmo di “O Fortuna”, dove la mutevolezza della sorte tende trappole vischiose, ci si immedesima nell’euforia di “In taberna quando sumus”, ci si lascia struggere dall’insinuante “Omnia sol temperat” o ci si abbandona alle note cadenzate di “Circa mea pectora”. Le emozioni trovano sempre modo di rifiorire a dispetto dei secoli.

Gemma Criscuoli

Positano news, 22/04/2011

 


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