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10/02/2011

Maria Agresta: una Leonora made in Salerno

Positano news, 2/10/2011

Abbiamo incontrato il soprano cilentano alla vigilia del suo debutto sul palcoscenico del teatro Verdi nel Trovatore, la quale ha iniziato  la sua formazione nel nostro conservatorio

 Avrà la voce della giovane Maria Agresta la Leonora di questo nuovo allestimento de’ “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, che inaugura la seconda parte della stagione lirica, una vera e propria cavalcata che si concluderà a fine dicembre con la vincente accoppiata di Cavalleria Rusticana e Pagliacci, passando per la Norma, che sigillerà novembre. Il quasi totale cambio del cast di questo  Trovatore, che prevedeva alle origini la stellare accoppiata Dimitra Theodossiou-Alberto Gazale, opera costruita su personaggi tutti fatti di pura musica che non sono soltanto ribollenti di suoni e di accenti scatenati, ma obbedienti a regole d’intreccio precise, ferree, oltre che a leggi musicali di rara bellezza, rivelerà al pubblico salernitano Maria Agresta, talento cilentano di Vallo della Lucania, formatasi al Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, nella classe di Marilena Laurenza, la quale ha spiegato le ali nel 2006 dopo la vittoria della LX edizione del Concorso per giovani cantanti lirici della Comunità Europea, indetto dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.

o.c. “Che ricordi ha del suo apprendistato salernitano e del nostro Conservatorio?”

m.a. “E’ stato uno splendido periodo. Ho vissuto dieci anni a Salerno e intrattengo affettuosi rapporti con la mia insegnante Marilena Laurenza e in particolare con i miei compagni di corso, che mi seguono il più delle volte molto da vicino, nelle mie performance"

o.c. “Come è iniziata la sua carriera e cosa significa calcare le tavole del nostro massimo da protagonista?”

m.a “Mi sono diplomata nel 2002 al conservatorio di Salerno ma come mezzosoprano e in questo registro ho vinto diversi concorsi, cantando sino al 2005 anche nel coro del teatro Verdi di Salerno. La svolta è avvenuta nel 2006 con la vittoria Concorso per giovani cantanti lirici della Comunità Europea, indetto dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, che mi ha portato a debuttare nel ruolo di Rosina ne’ Il Barbiere di Siviglia, quindi sempre come mezzosoprano, a Spoleto con seguente tournèe in Giappone. Sono stata ammessa alla scuola della grande Raina Kabaivanska con la quale a Modena mi sono perfezionata e ho conseguito il diploma specialistico di secondo livello. E’ sotto la supervisione della Kabaivanska e di Renato Bruson che sono divenuta un soprano lirico, allargando, così, notevolmente il mio repertorio. Quindi ho potuto affrontare sempre a Spoleto il ruolo di Mimì in Bohème e Leonora in Trovatore e ancora Desdemona in Otello, Odabella in Attila. Ritornare a Salerno da protagonista è un’emozione che spero di riuscire a trasmettere da quel palcoscenico attraverso il mio canto”.

o.c. “Ci è giunto l’eco dei suoi successi al teatro Regio di Torino nei Vespri Siciliani, in Gemma di Vergy al festival donizettiano di Bergamo e della sua Norma a Tel Aviv”

m.a. “Si sono stata premiata dalla stampa per la mia interpretazione di Elena a Torino, mentre della prova di Bergamo, che ha inaugurato il festival, sono molto soddisfatta, poichè il personaggio di Gemma è sempre presente in scena e l’ho voluto interpretare senza alcun taglio, in edizione integrale. La parte ha un’estensione molto ampia è stata dura sostenerla ma sono contenta di averla affrontata. Sa,  nella produzione ho avuto a fianco anche un altro salernitano, Alfonso Liguori, nel ruolo di aiuto-regista, il cui specifico lavoro sulla recitazione è stato particolarmente apprezzato da tutti”.

o.c.  “L’amore per la musica e per l’arte è una tradizione di famiglia?”

m.a. “No, nessuno nella mia famiglia è musicista, ma la mia è una terra che ha prodotto e continua a sfornare numerosi talenti musicali, che spesso rimangono anche nascosti. La mia famiglia non credeva alla mia scelta, ma non mi ha mai ostacolato, tenendomi, però, sempre con i piedi per terra. Poi, quando una persona competente ha annunciato ai miei genitori che avevo i numeri per poter guardare al futuro, d’incanto ogni ombra si è dileguata”.

o.c. “Le sue muse ispiratrici?”

m.a “Bhè, sono tante. Ascolto molto e da tutte cerco di rubare il meglio, una scintilla. Devo dire, però, che non posso non guardare alla Callas e in particolare a Raina Kabaivanska. Confesso che il primo disco di musica lirica che ho acquistato fu la sua eccezionale Tosca e immagini l’emozione di ritrovarla prima maestra e ora una seconda madre”.

o.c. “Cosa ne pensa dei giovani artisti e delle difficoltà che devono superare per arrivare al successo?”

m.a. “ E’ in primo luogo facilissimo intraprendere una strada sbagliata, finire in mani cui non interessa la vera musica, ma ben altro. La strada è impervia e la si può percorrere solo attraverso sacrificio e studio. Viviamo per di più tempi duri per la cultura tutta: in tutti i teatri ormai si lesina sulle prove, i conti delle fondazioni sono in rosso, ma il futuro è nelle mani dei giovani, nelle nostre mani e non dobbiamo, non possiamo mollare.”

o.c. “In due parole ci schizzi il ritratto della Leonora che vedremo mercoledì al Verdi di Salerno”

m.a. “Con il regista Renzo Giacchieri, abbiamo pensato una Leonora simile ad un angelo, pura, devota, sincera, che   non attende spiegazioni per sacrificarsi interamente al suo uomo, sublimazione di un affetto reso dalla vocalità in ogni fibra, sia nel delicato stupore, sia nella sua dignità veemente di supreme decisioni”.

Olga Chieffi

Positano news, 2/10/2011 www.positanonews.it

 


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