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14/02/2012 - 19/02/2012

Colazione da Tiffany

dal 15 al 19 febbraio

da mercoledì 15 Febbraio a venerdì 17 Febbraio (ore 21)
sabato 18 Febbraio (doppia replica: ore 17 + ore 21)
e domenica 19 Febbraio (ore 18.30)

Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia
in
Colazione da Tiffany
di Truman Capote

adattamento teatrale Samuel Adamson - traduzione Fabrizia Pompilio
con
Mauro Marino
Flavio Bonacci
Anna Zapparoli
Vincenzo Ferrera
Giulio Federico Janni
Cristina Maccà
Ippolita Baldini
Pietro Masotti
Riccardo Floris

scene Gianni Carluccio
costumi Alessandro Lai
disegno luci Marcello Iazzetti
regia Piero Maccarinelli


Colazione da Tiffany è un breve romanzo gioiello di Truman Capote, pubblicato nel 1958, da cui Samuel Adamson ha tratto una riduzione teatrale.
Ma per tutti Colazione da Tiffany è il film di Blake Edwards con l'indimenticabile Audrey Hepburn e George Peppard. 
Holly Goligthly è una cover girl americana arrivata a New York un pò lolita cresciuta, un pò traviata. Intorno a lei ruotano i molti personaggi del mondo un poco ridicolo e patinato dell'East End newyorkese: un agente di Hollywood, un mafioso italo-americano, il proprietario di un bar, ricchi diplomatici brasiliani... Lei vive in una modesta casetta dell'East Side, popolata da una fauna artistica al limite della sopravvivenza e della trasgressione. Tutti sono innamorati di Holly, che sembra attraversare la vita in punta di piedi: il suo passato, il primo marito, la sua attività di prostituta, le sue feste sgangherate... Ma Holly ha una grazia innata e per tutti "è in transito". Nessuno la può fermare, catturare o dire che appartenga a lui...
È un personaggio incantevole, dotato di una grazia sorprendente.
Suo contraltare nella drammaturgia è lo scrittore William Parsons (forse un Truman Capote giovane), timido, impacciato, che subisce il suo fascino e la considera fonte d'ispirazione; è platonicamente innamorato di lei.
L'atmosfera è sempre sottile, frizzante, un alito di freschezza soffia in quasi tutte le situazioni, ma i personaggi hanno dei chiaroscuri nella scrittura di Adamson/Capote. Ritroviamo Holly con la sua nostalgia per il fratello, le sue passioni per New York, la ricerca del suo posto nel mondo e, soprattutto, la gioielleria Tiffany dove si sarebbe sentita protetta e al sicuro.
Tutti, insomma, sono disposti a dire "ti amo" ad Holly, ma è lei che non sembra disposta ad aprire il suo cuore e, quando lo concederà a Josè e lui la tradirà, capirà di essere ancora quell'animaletto selvatico di 14 anni, Lulamae, figlia della provincia americana, gatta selvatica anche se adorabile.
Naturalmente tutto nel nostro spettacolo sarà allusivo. Non cercheremo di riprodurre la realtà - a partire dalla scena di Gianni Carluccio - ma solo di far rivivere la favola della bella e umbratile Holly, che non può appartenere a nessuno perché potrebbe stabilirsi e comprar mobili solo se potesse trovare un posto come Tiffany, dove potersi sentire a casa... Senza brillanti, però, perché prima dei quarant'anni "fanno volgare"!

Piero Maccarinelli
 

 


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