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23/12/2012

Schiavo e principe, come una favola

il Mattino, 23/12/2012

Un giorno schiavo e un altro principe. Tra Natale e Capodanno Giuseppe Picone affronta contemporaneamente due moli di grande fascino: da stasera al Verdi di Salerno sarà lo schiavo nell' "Aida diretta da Daniel Oren; da giovedì al San Carlo, sarà invece la star dello « Schiaccianoci». «Ho danzato mille volte nei panni di un principe, ma il Principe Schiaccianoci è un'altra cosa», dice. «Tra il principe di Cenerentola, quello "nero" del "Lago dei Cigni" e l'Albrecht di "Giselle", l'aitante nobilLiomo che incanta la Notte di Natale la giovane Clara per me è al primo posto». Il motivo? «È un vero principe della favola, quello che sognano tutti i bambini». Sarà queesto dunque, anche il segreto del fascino dello «Schiaccianoci», classico balletto senza tempo che continua a conquistare e per le grandi compagnie di tutto il mondo è il simbolo del Natale in danza. Ne sanno qualcosa al San Carlo dove in queesti giorni il botteghino è preso d'assalto per assistere allo spettacolo in programma dal 27 al 2 gennaio
nella coreografia di Luciano Cannito creata per Palermo l'anno scorso e presentata per la prima volta a Napoli. «Un classico family ballet» lo definisce l'autore dello spettacolo che schiera nel cast, con la compagnia sancarliana diretta da Alessandra Panzavolta, Ambra Vallo nei panni della fata Confetto, altra étoile napoletana celebre all'estero. Come Picone che dividerà le recite e con una star di casa, Alessandro Macario.
Per lui, quello al San Carlo è un ritorno attesissimo. L'ex enfant prodige napoletano, scoperto dalla Fracci nella scuola del teatro per affidargli il ruolo di Nijinskj bambino al fianco di Nureyev, manca addirittura dal 2007, anche se a Napoli s'è visto d'estate all'Arena Flegrea e al Politeama. Al Verdi di Salerno, invece, Picone ha tenuto diversi gala e ora affronta la coreografia di Pina Testa inserita nel nuovo allestimento del capolavoro verdiano firmato da Riccardo Canessa, con, nel cast, Carlo Ventre (al posto dell'atteso Marco Berti) nel ruolo di Radames e in quello del titolo Christin Lewis. «È stato Daniel Oren a chiedermi di partecipare», racconta Picone. «Con lui ho fatto "Aida" all'Arena di Verona nel bellissimo spettacolo di Zeffirelli ed è stata un'emozione unica. ma anche in quest'occasione ho molto spazio, credo sia sempre molto importante inserire balletti di qualità nell'opera lirica». E la coreografia?
«Molto tradizionale, come dev'essere. Io sono il classico schiavo con costume dorato e corpo in tinta, ma ho inserito anche qualche passo a modo mio», confida l'étoile che recentemente ha firmato alcuni balletti. «Credo sia naturale, dopo tanti anni di carriera, dedicarmi anche alla coreografia. La mia versione dei "Carmina Burana", ad esempio, è molto benriuscita, la eseguirò tra breve a Riga, in un gala omaggio a Nureyev neiia città in cui nacque».
E non è escluso che la coreografia possa impegnarlo di più in futuro.
«Forse - affenna - mi piacerebbe proprio creare uno "Schiaccianoci" nuovo, tutto mio. Senza cambiare la storia, solo con un po' di idee diverse, la musica è straordinaria,tutto si basa sull'eleganza e la pulizia tecnica che dev'essere cristallina.
Schiaccianoci forse è il ruolo che ho danzato di più in tutto il mondo, da quando ero all'Abt al Met, al Bolshoi e a Viemia come prima étoile ospite. Quand'ero bambino, a Casaluce, non avrei mai immaginato di fare tanto. La mia carriera è frutto di enormi sacrifici, a sedici anni ero già all'estero, solo. Papà Domenico e mamma Raffaella li sentivo per telefono, la sera, e neppure tutti i giorni. Ma quello che mi è capitato con "Schiaccianoci"
all' English Ballet, ha dell' incredibile: 59 repliche in un mese, un'overdose. Insomma, Schiaccianoci sono io!».

Donatella Longobardi
il Mattino, 23/12/2012
 

 


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