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Maria Guleghina è la cattiva Abigaille

Positanonews.it, 5/10/2013

E' per me un onore poter cantare Verdi nell'anno del bicentenario della nascita e in un teatro così bello e prestigioso Maria Agasovna Guleghina è l'Abigaille nel Nabucco diretto dal M° Daniel Oren e con la regia di Renzo Giacchieri con i quali ha già lavorato in passato. Il soprano ucraino è nato ad Odessa nel 1959 e la sua carriera si è costruita con succcesso intorno al repertorio operistico italiano portato in giro nel mondo, in America, in Russia, in Giappone. Proprio con Daniel Oren ha debuttato nel ruolo di Abigaille nel 1996 all'Arena di Verona, oltre ad essere stata diretta, nello stesso anno, dal M° Riccardo Muti ancora per il Nabucco rappresentato alla Scala di Milano. La sua rappresentazione drammatica dei personaggi verdiani ne fa una delle artiste più apprezzate per il trasporto e l'intensità con cui li porta in scena e anche nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che ricorre quest'anno, ha ancora in programma numerosi concerti, non ultimo a Mosca il 20 ottobre. L'abbiamo incontrata esuberante ed entusiasta nel camerino del teatro salernitano alle prese con la prova costumi in una serata ancora estiva che rendeva quasi faticoso  sopportare abiti di scena corposi e pesanti. Con quale spirito affronta il suo esordio in questa città con il Nabucco, uno dei suoi cavalli di battaglia? «Sono molto commossa, davvero; per me è importante poter cantare Verdi nel bicentenario della sua nascita. Con Daniel Oren inoltre abbiamo lavorato insieme all'Arena di Verona e in Giappone. Salerno poi è una città bellissima e mi dispiace di non avere molto tempo a disposizione per camminare per le strade, andarmene liberamente in giro e visitarla bene come vorrei». Cosa c'è ancora da scoprire nel portare in scena un personaggio che le è diventato quasi familiare? «C'è sempre qualcosa di nuovo da trovare anche in questo classico-classico. Difficile trovare invece qualcosa di fresco nell'allestimento generale ma io ho molta stima del regista Renzo Giacchieri e sono certa che le sue soluzioni saranno per il pubblico innovative». Lei che è straniera e accompagna nel mondo la lirica italiana, pensa che questa espressione della cultura nostrana sia ancora valorizzata? «In Germania, Inghilterra e anche in America stanno provando a distruggere l'opera lirica. Gli italiani dal canto loro non combattono per darle un futuro sicuro che invece merita. Le stesse case discografiche non sanno più cosa sia la voce lirica, il lavoro particolare che va fatto. É la scuola italiana che dovrebbe costruire qualcosa per non farla morire al di là di ogni capriccio o gelosia. Per me rimane una grande gioia portare questa musica meravigliosa in tutto il mondo dove è ancora apprezzata da un pubblico di appassionati. A Mosca già mi attendono per il 20 ottobre dove eseguirò otto brani di Verdi, e non vedo l?ora».

di Lucia D'Agostino

Positanonews.it, 5/10/2013

 


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