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18/05/2010

Matteo, la "prima volta" del tenorino al Verdi / Da "Amici" al Massimo dell'Elisir firmato Oren - Mirabella. Con lui un cast stellare: la Kurzak, Maestri e Gazale.

Il Mattino, 18/05/2010

Per l’esordio del suo “pupillo” Daniel Oren ha scelto «un cast stellare». E, così, a battezzare il bel Matteo Macchioni di «Amici» nel suo primo debutto nell’Elisir d’Amore di Donizetti (8-10-12 giugno), ci saranno i nomi eccellenti di Aleksandra Kurzak (Adina), Ambrogio Maestri (Dulcamara) e Alberto Gazale (Belcore), insomma un soprano e due baritoni contesi da tutto il mondo e difficili da accaparrarsi, «specie - spiega Oren - in questi tempi oscuri per la lirica in Italia, ammazzata da politiche irragionevoli ed irresponsabili». «Gli artisti - sottolinea - tra scioperi e produzioni che saltano disdegnano i teatri italiani che non considerano più credibili; è un vero miracolo, quindi, avere la presenza della Kurzak a Salerno». Il direttore d’orchestra continua, all’ombra di San Matteo, la «battaglia di civiltà» per salvare la cultura che lo vede in prima fila accanto ai grandi e piccoli dello spettacolo. A gridare contro la «barbarie dei tagli» è anche Michele Mirabella, giornalista ed autore che firma la regia di questo Elisir salernitano «malinconicamente allegro», la cui vera «prima» è, in realtà il 26 maggio con repliche il 28 ed il 30. Cast diverso con Ekaterina Siurina nei panni di Adina, Celso Albelo in Nemorino, il duo “buffo” Bruno Praticò (Belcore) e Lorenzo Regazzo (Dulcamara) che abbiamo recentemente applauditi nel «Barbiere» di Lorenzo Amato. Niente da dire, ancora una volta «il meglio» per il Verdi. La produzione è del Teatro di Cagliari, ma calza a pennello al Massimo salernitano: sul podio il bravo Antonino Fogliani, le scene ed i costumi sono di Giovanni Licheri e Alida Cappellini, volti noti della grande tv, quella di Arbore e dello stesso Mirabella per intenderci. La trama è nota, amata dal pubblico, giocata dal regista pugliese sui toni della commedia dell’arte alla Goldoni. Ma Oren punta ad altro, la lirica non deve morire, «è tra le risorse economiche dell’Italia», e per acquistare nuova linfa deve giocoforza catturare le giovani generazioni. Ecco, dunque, il Macchioni idolo dei teenager a fare da testimonial. Con una tv, dunque, non più «cattiva maestra», ma richiamo per le scene. Per Oren i talent show sono educativi, «danno la possibilità di scoprire talenti in diretta». Lui Matteo lo ha notato ad «Amici», ne ha seguito le evoluzioni, lo ha voluto, per la sua «prima volta» a Salerno, contando proprio sul conforto e gli insegnamenti di Mirabella. Assicurando che, anche se non dirigerà le prime tre serate dell’Elisir, sarà accanto a Matteo per il «debutto-gala», Oren annuncia, infine, l’altra novità: «Per questo evento speciale, un pubblico speciale con prezzi scontati a 20 euro per gli under 30». A Matteo Macchioni arriva anche il «bocca in lupo» del sindaco Vincenzo De Luca, che scherza sul nome del “tenorino” che è quello del Santo Patrono cittadino. «Ti porterà bene - gli dice - come questa città ed il suo teatro da cui è partita la straordinaria carriera di Caruso». Per il primo cittadino, impegnato più che mai, «con coraggio e determinazione, scelte difficili e sofferte», a non far morire «Salerno, città europea e civile, culla della cultura», Matteo rappresenta l’«apertura su di un futuro diverso, il segno che verranno altre stagioni più serene».
Erminia Pellecchia

Salerno, 18/05/2010
Il Mattino - edizione Salerno pag. 36 (www.ilmattino.it)

 


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